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Anno III, numero 20
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ORFEO TV, IL SOGNO DI UNA TELEVISIONE LIBERA
di Andrea Pietrobelli
pubblicato il 30/09/2002

Nel panorama mediatico nazionale, che dopo la riforma televisiva proposta da Gasparri si avvia alla completa berlusconizzazione, è nata da pochi mesi una nuova idea di televisione che ha già fatto parlare molto di sé. Chiacchierando con uno dei padri di questa nuova realtà, Giancarlo Vitali detto ?Ambrogio?, proviamo a capire di cosa si tratta e dove questa minuscola emittente vuole arrivare.

Lo strapotere di Berlusconi ha trovato nell?etere di Bologna un nuovo piccolo e combattivo nemico, Orfeo Tv. Come ribellarsi ai miliardi ed alla forza politica dell?uomo che praticamente possiede la più grande concentrazione di potere mediatico del pianeta?

?Semplice, - risponde Giancarlo Vitali - partendo dal basso. Orfeo Tv è una televisione di quartiere (via Orfeo per l'appunto), creata con un budget inferiore ai 1000 euro e coi pochi mezzi che tutti ormai possiedono (videoregistratori, telecamere). Incarna un esempio simbolico di libertà e si oppone a quello che sta avvenendo oggi in Italia, soprattutto nel campo dell?informazione. Noi vogliamo dare voce a tutti quelli che vogliono dire qualcosa ed invitiamo ognuno a fare la propria televisione. Le uniche pregiudiziali nella nostra redazione le abbiamo con i fascisti, i razzisti ed i sessisti, ai quali, comunque, suggeriamo di fare un canale per conto loro per contribuire alla lotta al duopolio berlusconiano?.
Orfeo Tv riesce ad immettersi sull?etere sfruttando un cono d?ombra del canale 51, frequenza tramite cui trasmette Mtv. I coni d?ombra sono quegli spazi vuoti che si creano quando il segnale radiotelevisivo di un trasmettitore incontra degli ostacoli (dislivelli, palazzi, tralicci). Per coprire una città, quindi, una televisione nazionale deve impiegare più di un trasmettitore, lasciando sulla strada centinaia di coni d?ombra a macchia di leopardo. Sfruttando uno di questi spazi completamente liberi è stato possibile per quelli di Orfeo Tv trovare il posto per il loro piccolissimo trasmettitore (0,07 watt di potenza, quindi assolutamente non inquinante). ?In questo modo ? spiega Vitali ? abbiamo evitato di sovrapporci ad altre emittenti, cosa che consideravamo eticamente scorretta. Noi trasmettiamo in una zona completamente libera, quella limitrofa a via Orfeo, e non disturbiamo nessun?altra emittente?.

L?operazione ricorda molto da vicino la nascita delle radio indipendenti nel 1977. Del resto è proprio da quel nucleo fertile di persone e idee (Radio Alice) che ha preso vita tutto il progetto. ?Anche allora si voleva spezzare un monopolio, quello che la DC aveva nella Rai?, ricorda Vitali.

Oggi come allora, quindi, l?obiettivo è quello di scardinare un apparato blindato, il sistema ?neo-mafioso? delle concessioni televisive, imprigionate da una legge, la Mammì, che dagli anni ?80 vieta e punisce la proprietà di mezzi per la comunicazione televisiva (anche non funzionanti!) per chi non gode di una concessione governativa. ?Orfeo Tv è illegale, ed ognuno di noi rischia dai 6 mesi fino ad un anno di carcere, ma siamo disposti a rischiare la galera per poter sancire il diritto alla nostra libertà e al pluralismo dell?informazione?.

Tutti diritti, del resto, previsti dall?articolo 21 della Costituzione. Vitali aggiunge: ?Per il momento i carabinieri non si sono ancora presentati alla nostra porta, forse perché la nascita di Orfeo Tv ha avuto un certo impatto mediatico. Magari si temono ripercussioni controproducenti nel caso qualcuno decidesse di farci chiudere. Noi però li aspettiamo a braccia aperte. Un processo alle televisioni di strada contro il monopolio televisivo Rai-Mediaset (leggi Berlusconi) non ci dispiacerebbe affatto?.

Ma come può una piccolissima emittente dalle dimensioni ridicole rispetto alle capacità media dei ?mostri? che si vogliono combattere, in grado di occupare con le loro antenne l?intero etere nazionale, sperare di corrodere il monopolio che regna incontrastato e sempre più forte in Italia? Oltretutto senza neanche una programmazione fissa?

Semplice: ?La nostra televisione vorrebbe diventare la madre di altre decine di migliaia di piccoli canali fai da te. Spingiamo chiunque a creare la sua televisione personale, ad occupare lo spazio libero dei coni d?ombra. Auspichiamo il proliferare di altre realtà come la nostra. Siamo già in contatto con moltissime potenziali televisioni di quartiere che dovrebbero nascere entro breve in tantissime città d?Italia. Il nostro obiettivo è quello di riuscire a coordinarle in un circuito territorializzato di micro trasmettitori come il nostro. Prima la ramificazione avverrà in un sito, www.telestreet.com, poi, tramite un satellite, su una vera e propria televisione nazionale che si chiamerà Telestreet. Ogni redazione di questi canali sarà collegata ad una redazione plurale e depositerà i suoi lavori in una sorta di archivio comune a tutti, dal quale quotidianamente si attingerà il materiale da trasmettere. Le nuove linee in fibra ottica faciliteranno sia gli allacciamenti tra le redazioni sia la copertura satellitare sul territorio. Se Telestreet nascerà, il vecchio monopolio Rai-Mediaset sembrerà un dinosauro da museo?.

Sul sito di Telestreet difatti, per chi fosse interessato, ci sono tutte le informazioni dettagliate per costruire un canale televisivo come Orfeo Tv.

Proviamo ad immaginare centinaia di micro-redazioni in tutta Italia, ognuna piena di volontari giornalisti, video makers, musicisti, artisti che collaborano insieme, liberi da qualsiasi potere superiore, sia esso politico o commerciale. Proviamo ad immaginare un notiziario non lottizzato che su scala nazionale trasmetta servizi curati da Palermo, Milano, Roma, Torino, Verona ma anche da Cefalù, Torre Annunziata, Scandicci, Montebelluna. Un canale del genere, privo di qualsiasi ?deus ex machina?, sarebbe una vera garanzia per il pluralismo e la libertà di opinione. Quale televisione, poi, potrebbe permettersi tali ramificazioni in tutto il paese? Molti personaggi e gruppi politici o politicizzati, annusando forse l?occasione di farsi pubblicità, ??si sono già presentati numerosi, con le loro propostine di partecipazione, ma abbiamo sempre rifiutato?. Del resto che senso avrebbe farsi attaccare qualche etichetta dai furbi dell?ultima ora? Vitali, comunque, conferma che il cuore di quelli di Orfeo batte e ha sempre battuto a sinistra. Una sinistra, diciamo noi, che ha mantenuto la dignità e l?orgoglio, e che non ha perso il vizio di credere nelle idee e nelle persone, distanziandosi anni luce da quell?arida congrega che vorrebbe rappresentarci oggi in parlamento. Tanti buoni propositi hanno già portato i loro primi frutti, confida orgoglioso ?Ambrogio?: ?Cofferati qualche giorno fa era a Bologna.

Di fronte alle decine di telecamere di tutte le televisioni, fameliche di qualche dichiarazione del leader della CGIL, l?unica emittente alla quale ha concesso un?intervista di 25 minuti è stata la nostra, perché Cofferati ha capito cosa stiamo rappresentando e cosa stiamo facendo?.

Seguendo il discorso di Gianfranco Vitali si intravede la possibilità di arrivare finalmente alla chimera di un cosiddetto terzo polo televisivo. La novità di questo progetto è che si differenzia drasticamente rispetto alle logiche che finora hanno fatto muovere, con proclami enfatici, una nuova televisione. Secondo Vitali neanche la recente dichiarazione di intenti di Bernabè, ovvero di dare vita alla tanto chiaccherata Telesogni, andrà a buon fine: ?Non c?è nessuna reale volontà di creare il nuovo polo. Berlusconi adesso, secondo voci per noi attendibili, si sta pure accaparrando molte Tv locali con le quali Telesogni avrebbe dovuto creare la sua rete di trasmissioni?.

Orfeo Tv, con la sua sola esistenza, dimostra che la possibilità di fare un tipo di televisione nuova senza padri pigmalioni c?è, e che se la si vuole veramente ognuno di noi può concorrere alla sua creazione.
Insomma, l?esempio dei testardi bolognesi di via Orfeo ci fa intuire che ribellarsi a questo sopruso mediatico non è poi così difficile. Basta molta buona volontà, un paio di amici con la telecamera, qualche idea originale e meno di mille euro. Alla faccia dei miliardi di Berlusconi?
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